RICORDO DI TULLIO GREGORY

Il liceo Virgilio ricorda il prof. Tullio Gregory in un convegno che si terrà nell’Aula Magna  il giorno 14 maggio con inizio alle ore 09:00.

Lo scorso 2 marzo è morto a Roma il professor Tullio Gregory. Il suo nome nel mondo della scuola rimane indelebilmente legato al Manuale di storia della filosofia, edito da Laterza, che Gregory, insieme a Valerio Verra e Francesco Adorno, aveva scritto e che è stato il testo adottato da una precedente generazione di docenti e alunni, non solo della scuola secondaria superiore.

Gregory è stato uno dei più grandi storici italiani ed europei della filosofia ed autore di opere che hanno indagato la storia del pensiero con particolare attenzione alle fasi di passaggio, al Medioevo e all’Età moderna. A questa vita di studio, insegnamento e rigorosa ricerca Tullio Gregory non fece mai mancare l’attività e l’impegno anche in prima persona, nelle istituzioni e nella vita civile, trasferendo in esse forza propulsiva laica e istanze sia di critica sia di potenziamento e innovazione. Egli fu professore nell’università di Roma La Sapienza e anche a Parigi La Sorbona. Una delle sue grandi iniziative, a partire dal 1964, è stata la fondazione, all’interno del CNR, dell’istituto del Lessico Intellettuale Europeo, una banca dati fondamentale di ricerca. La lingua era il punto di partenza delle sue riflessioni. Non secondario il suo impegno fu, fino alla fine, assai proficuo e determinante all’Istituto per l’Enciclopedia Italiana e all’Accademia Nazionale dei Lincei, della quale era socio dal 1987 e decano della categoria di scienze filosofiche. Il Liceo statale Virgilio  nell’ambito dell’ottantesimo anniversario della inaugurazione del nuovo edificio (1939) intende ricordare questo grande professore che ha avuto un significativo ruolo anche nella storia della formazione filosofica  liceale,  col preciso fine di promuovere negli alunni e nella comunità scolastica la migliore conoscenza di quanti come Tullio Gregory hanno lavorato, ogni giorno, per creare le condizioni e lasciare alle generazioni più giovani gli strumenti di un vero avanzamento intellettuale e culturale, perché come egli stesso ebbe a dire: «chi invita alla ragione, chi pretende venga messa al centro dei problemi e delle riflessioni dovrebbe sentirsi poi in dovere di impegnarsi usandola, nei confronti degli altri e con gli altri».

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