Quando l’apologia delle occupazioni viene dal Sottosegretario

Lettera aperta di uno smarrito docente liceale, approvata dal Collegio Docenti del Liceo Virgilio

Sono un anziano docente liceale e, come altri miei colleghi, ho letto con sbigottito smarrimento la recente apologia del Sottosegretario MIUR Davide Faraone, in cui, sulla base di struggenti ricordi autobiografici, fatti di scoperta della “passione civile” e di amori “consumati” nei sacchi a pelo, si inneggia alle occupazioni scolastiche, attribuendo loro un alto valore formativo, ritenendole addirittura una sorta di laboratorio in cui “si seleziona la classe dirigente”.

In un raro momento di lucida riflessione non annebbiata dai vividi ricordi personali, ricordandosi forse di ricoprire una carica istituzionale non proprio irrilevante, ci ha ricordato però che “/La scuola è un bene comune: chi lo deturpa o – peggio – lo vandalizza si esclude dal confronto e merita solo la punizione più severa prevista dalle nostre leggi.”

Ora, mi permetto di rivolgere qualche impertinente quesito al nostro Sottosegretario:-Se, come lei dice, la scuola è un “bene comune”, trova giusto che alcuni (maggioranza o minoranza che siano) se ne pproprino, sottraendola all’uso comune? Chi lo facesse, non starebbe compiendo un atto “vandalico”?

-L’estromissione (più o meno violenta, ma sempre ineluttabilmente prevaricatrice) da un istituto scolastico della nostra Repubblica di lavoratori dello Stato da parte degli alunni le appare un atto compatibile con i princìpi democratici?

-Non le sembra che mettere in discussione il diritto allo studio e al lavoro (indipendentemente dalle motivazioni più o meno nobili e sincere) sia un atto grave in chiara contraddizione con i valori fondamentali e fondativi della nostra Costituzione?

-Ha mai dato un’occhiata (magari anche di sfuggita) agli innumerevoli progetti, alle innumerevoli iniziative che, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, migliaia di insegnanti portano avanti, ogni anno, per garantire ai nostri ragazzi una formazione non più soltanto cattedratica, ma coinvolgente e collaborativa, mirante a promuovere i valori della legalità e della solidarietà?

-Si è mai posto il problema dei rischi di vario tipo in cui possono incorrere degli adolescenti (spesso minorenni) all’interno di locali scolastici, privi di qualsiasi tipo di sorveglianza da parte degli adulti e delle legittime autorità?

-Ha mai esaminato i costi vertiginosi che le occupazioni studentesche comportano, anche nel migliore dei casi?

-E, infine, è proprio convinto che sostenere che le occupazioni siano una circostanza utile a selezionare la classe dirigente sia un’argomentazione a favore?

Roberto Fantini