Le cose belle della scuola 

sommeseminiatura

Cari studenti, cari genitori, cari professori, cari assistenti e collaboratori,

            Sappiamo bene che il mestiere dell’educatore è bellissimo e difficilissimo. Ci si trova a rammaricarsi per gli errori che qualche volta si finisce per commettere. Ci si trova però molto più spesso anche a vivere momenti di intensa felicità quando si scopre, nel sorriso di uno studente o nelle parole di un genitore, la soddisfazione per un percorso educativo andato a buon fine.

            Le vacanze natalizie, anche quest’anno, sono arrivate troppo in fretta. L’occupazione e le polemiche ci hanno distratto, per qualche settimana, dalle tante cose belle del nostro lavoro. Peccato. Spero veramente che durante questi giorni di riposo potremo ritrovare non solo le forze ma anche le motivazioni più profonde che ogni giorno ci portano a varcare il portone del Virgilio. Ci aspettano iniziative e cambiamenti importanti, arricchenti, processi di miglioramento che la nostra scuola attende da anni.

            Si parla fin troppo spesso di “comunità educante”, forse senza afferrarne il significato autentico: eppure, è questa la prima motivazione ed è questo il primo strumento del nostro lavoro. La condivisione collegiale di obiettivi e di metodi passa, necessariamente, anche attraverso il riconoscimento dei ruoli. Studenti, genitori e insegnanti sono uniti da un medesimo obiettivo ma hanno responsabilità diverse; e questo non soltanto di fronte alla Legge, ma anche e soprattutto di fronte al compito ultimo del nostro operato che è (e rimane) la formazione di adulti consapevoli e di cittadini responsabili, dotati di autonoma capacità di giudizio. Mi preme sottolineare che intorno a questo impegno entusiasmante dovremmo tutti incontrarci, nello spirito reale della scuola pubblica, democratica, inclusiva, garante dei diritti costituzionali.

            Spesso ci ritroviamo a dover affrontare conversazioni non sempre piacevoli come se fossimo divisi non dalla scelta dei metodi ma dall’obiettivo finale. Una scuola senza studenti e senza le loro famiglie sarebbe una inutile palestra di saperi e di competenze; una scuola senza insegnanti non sarebbe una scuola. Si tratta di un semplice ma sostanziale equilibrio, ma è anche la chiave della nostra convivenza ed è la bussola del nostro successo. 

            Per fare gli auguri, a Napoli si usa l’espressione “Tante cose belle!”: è quanto hanno spiegato una volta gli autori di un documentario commovente che racconta la crescita e la conquista non facile della maturità di alcuni adolescenti che vivono nelle “periferie” più dimenticate della città. “Tante cose belle!” è un’antica espressione d’auguri che non si può tradurre in napoletano e va pronunciata in italiano. Questo perché la bellezza è una via che porta lontano e deve essere comprensibile a tutti. Forse il significato profondo di una tale formula augurale è: “io non posso dirti che le cose brutte non accadranno, ma ti auguro con tutto il cuore che quelle belle siano molte, molte di più”.        

            Nello stesso modo, in occasione delle feste per il Natale e in vista del nuovo anno, io vorrei augurare alla nostra meravigliosa comunità di studenti, genitori e professori, di assistenti e collaboratori, “Tante cose belle”. 

             La bellezza è “una via che porta lontano” e che ci fa crescere. Tutti insieme. 

Auguri,

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Irene Baldriga