Lettera agli studenti di una rappresentante della componente genitori al Consiglio di Istituto

29 novembre 2013

Buongiorno,

sono una rappresentante dei genitori del Consiglio d’Istituto del liceo “Virgilio”,

vorrei esprimere tutto il mio appoggio alla comunità scolastica; Preside, docenti, studenti, personale ATA, DSGA e genitori, che hanno ostacolato e tentato di fermare la “protesta” che da ieri non permette ai nostri figli di usufruire del servizio pubblico Scuola.

Scrivo protesta tra virgolette perché in realtà una protesta vera e propria non c’è. Non è stato enunciato un solo motivo che possa in qualche modo “giustificare” un tale atto, così violento e illegale.

Ieri ho tentato di chiederlo a voi, ragazzi che state occupando. Mi avete risposto che l’occupazione è un momento di crescita, una bella esperienza, un modo per cominciare ad aprire gli occhi sulla vita. Sono rimasta atterrita. Senza parole. Se, nonostante tutti gli sforzi fatti da noi genitori e dai vostri insegnanti per offrirvi mille opportunità di crescita, di confronto, di riflessione, fuori e dentro la scuola l’unica cosa che riconoscete come opportunità di crescita è agire in modo violento e illegale (lo ripeto!) abbiamo davvero fallito tutti.

Ha fallito la vostra Preside, che ha messo anima e corpo nella vostra scuola per mettere al vostro servizio le sue eccellenti esperienze lavorative, che ha lavorato per trovare nuovi progetti, sfide, iniziative, per arricchirvi e assicurarvi una scuola che faccia da modello alle altre; che è venuta incontro alle vostre richieste con estrema disponibilità e sincerità.

Hanno fallito i vostri insegnanti con il loro impegno quotidiano che va oltre il normale dovere degli altri impieghi, che hanno tentato di spiegarvi che queste proteste nel passato avevano un senso e hanno ottenuto dei risultati, al contrario di oggi che sono sterili e inutili, che hanno cercato di stimolarvi nel ricercare modi diversi, rispettosi del prossimo, per manifestare.

Abbiamo fallito noi genitori, perché è molto più facile dire di sì e assecondarvi che essere autorevoli e riuscire ad insegnarvi che non si può sempre fare tutto, solo perché ci va, perché lo fanno gli altri, perché, in questo caso, le altre scuole sono occupate.

Avete tanta energia e tempo a disposizione, tempo prezioso che dovreste occupare nella maniera giusta; occupando, invece, vi siete semplicemente uniformati a tutti quelli che a novembre occupano le scuole perché è ormai una consuetudine; avevate la possibilità (l’avete ancora!) di distinguervi positivamente, di crescere sul serio e magari dare un esempio che altri avrebbero potuto seguire; la vera protesta contro chi magari vi preferisce ignoranti (e davvero non si tratta della vostra Preside o dei vostri Professori) è restare a scuola a studiare, a ragionare, a cercare stimoli per costruire il vostro futuro, non demolirlo insieme al rispetto verso i vostri compagni e verso voi stessi.

 Chiara Matteucci.

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