PROGETTO COMPÌTA

PROGETTO COMPÌTA
Competenze di Italiano nel secondo biennio e nell’ultimo anno delle scuole secondarie superiori.

compitaNelle società globalizzate, la padronanza di contenuti disciplinari strategici, a garanzia della formazione permanente (Life-Long Learning) del cittadino, in maniera specifica nell’ultimo triennio del curricolo scolastico, richiede da un lato la valorizzazione della letteratura nei processi di apprendimento dall’altro un rinnovato insegnamento dell’Italiano. In questa prospettiva il Progetto Compìta si propone di esplicitare in un modello trasferibile le operazioni cognitivo-emotive presupposte dalla lettura-interpretazione di un testo letterario e dalle forme di scrittura più consapevoli, come quella argomentativa richiesta dall’Esame di Stato. L’obiettivo è quello di definire un Quadro di Riferimento della competenza letteraria, intesa specificamente come competenza interpretativa in tutte le sue occorrenze di lettura e di scrittura, cioè come expertise complessa che implica processi di alto livello. Essa, infatti, mette in atto più schemi di percezione, di pensiero, di valutazione e di azione, che sottendono inferenze, anticipazioni, trasposizioni analogiche, generalizzazioni […], la ricerca di informazioni di diversa natura, il formarsi di una decisione, ecc. […] Essa non si forma mediante l’assimilazione di saperi supplementari, generali o locali, ma attraverso la costruzione di un insieme di dispositivi e schemi che permettono di mobilitare le conoscenze in situazione, in tempo utile e con consapevolezza[1].

La competenza interpretativa non soltanto incoraggia la responsabilità, la cooperazione e la reciprocità[2], ma attraverso il “gioco di trasduzione”, attraverso cioè il trasferimento di un testo da un’epoca a un’altra, da un ambito del sapere a un altro, favorisce il transfert delle acquisizioni empatico-cognitive dai libri alla vita[3].  La competenza letteraria così intesa si acquisisce attraverso la «sperimentazione interpretativa» che rifiuta la sequenzialità di operazioni rigide, accoglie la successione imprevedibile di errori, salti, ipotesi, incontri casuali e intuizioni. Essa esige modalità di insegnamento-apprendimento attive, dialogate, aperte alla manipolazione testuale e agli «attesi imprevisti»[4] del confronto orizzontale e  verticale all’interno della classe; esige allo stesso tempo modalità organiche e coerenti di accertamento e di valutazione dei risultati formativi. Il Liceo Classico Virgilio partecipa dall’a.s. 2012-13 a questo progetto nazionale patrocinato dal MIUR (referente: Prof. Carlo Albarello).



[1] Ph. Perrenoud, Costruire competenze a partire dalla scuola [2000], Anicia, Roma 2010,  pp. 39; 53.

[2] M. C. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica [2010], Il Mulino, Bologna 2011, p. 61.

[3] Cfr. R. Ceserani, Convergenze, Bruno Mondadori, Milano 2010..

[4] P. Perticari, Attesi imprevisti, Bollati Boringhieri, Torino 1996.

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